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Accesso agli atti

Descrizione

Domanda di accesso agli atti [1]. Consiste nella richiesta di prendere visione oppure di prendere in esame, con rilascio di copia (eventualmnte autenticata) di documenti amministrativi. L’accesso può essere informale o formale.

  • Accesso informale (articolo 5, DPR n. 184 del 12.4.2006): richiesta, anche verbale, esaminata immediatamente e senza formalità. È esercitabile qualora, in base alla natura del documento richiesto, non risulti l’esistenza di controinteressati [1].
  • Accesso formale (articolo 6, DPR n. 184 del 12.4.2006): richiesta scritta. È previsto qualora non sia possibile l’accoglimento immediato della richiesta in via informale, ovvero sorgano dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni fornite, sull’accessibilità del documento o sull’esistenza di controinteressati. La domanda viene esaminata e formalmente accolta, differita o respinta.
Requisiti d’accesso

L’interessato deve essere portatore di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso (articolo 22 della legge n. 241 del 1990).

Modulistica da utilizzare
Documenti da presentare o allegare
  • Documento di riconoscimento in corso di validità
  • Eventuale documentazione comprovante il proprio potere rappresentativo
Adempimenti e costi a carico dell’interessato

Indipendentemente dal tipo di accesso - informale o formale - il richiedente deve

  • Indicare
    • Le proprie generalità
    • Se necessario, il proprio potere rappresentativo
    • Gli estremi del documento oggetto della richiesta ovvero gli elementi che ne consentano l’individuazione
    • Il proprio interesse alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti e che è a motivazione della richiesta stessa; ove occorre, il richiedente deve comprovare tale interesse
    • Il tipo di accesso richiesto: sola visione, in copia non autenticata, copia autenticata
  • Produrre le eventuali marche da bollo da € 16,00 da applicare (solo [3]) sulla/e copia del/i documento/i, se richiesta/e conforme/i all’originale (articolo 7, comma 7, del regolamento comunale sul diritto di accesso). Per i casi di esenzione, vedasi la scheda: Esenzione dall’imposta di bollo
  • Pagare il costo delle eventuali fotocopie. Vedasi la scheda: Tariffe per servizi a domanda individuale e servizi diversi

A chi rivolgersi

La richiesta di accesso, informale o formale, è comunque sempre rivolta al responsabile del procedimento dell’ufficio competente [2]. A quest’ultimo compete ogni decisione in merito.

La richiesta di accesso può comunque essere presentata anche per il tramite dell’Ufficio relazioni con il pubblico. A tal fine:

Rivolgersi a “Facile”, sportello polifunzionale per i cittadini - piazza Vittorio Emanuele II, n. 1 - 41011 Campogalliano (MO)

telefono

  • 059.899420 Maura Benatti
  • 059.899401 Daniela Roncaglia
  • 059.899405 Silvia Ricchetti
  • 059.899415 Valentino Casarini (resp.)

telefax 059.899430

email facile@comune.campogalliano.mo.it

 

orari

  • 8.00-14.00 martedì, mercoledì, venerdì (*)
  • chiuso lunedì e giovedì
  • 9.00-12.30 sabato

(*) Nel periodo estivo (luglio-agosto) chiusura anticipata alle ore 13.00

Tempi

30 giorni. Trascorso tale periodo senza risposta, la domanda si intende respinta.

È utile sapere che...

Il diritto di accesso spiegato dalla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi

L’ufficio che riceve la richiesta di accesso formale rilascia ricevuta (è sufficiente il timbro di protocollo apposto sul modulo della richiesta).

Il diritto all’accesso è negato qualora dalla divulgazione dei documenti possa derivare una lesione alla sicurezza e alla difesa nazionale, quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche e persone giuridiche (articolo 24, legge n. 241 del 1990).

Contro i provvedimenti di diniego, l’interessato può ricorrere al giudice amministrativo (TAR).

Secondo specifico parere espresso dalla Commissione per l’accesso (n. 6 in questo documento), “... di massima, durante il periodo di pubblicazione del documento, l’accesso può ritenersi soddisfatto dalla pubblicazione medesima, almeno per ciò che concerne la visione del documento, ferma restando la possibilità per il richiedente di estrarre copia del documento pubblico. Spirati i termini di affissione del documento, secondo il regime previsto dalla l. n. 241/90, il richiedente deve far constare il proprio interesse qualificato all’accesso”. Interesse che permarrebbe anche dopo l’avvenuta pubblicazione qualora la richiesta di accesso pervenisse da un cittadino residente.

Riferimenti normativi (attenzione: il testo delle norme collegate NON è ufficiale e potrebbe NON essere aggiornato)
  • Regolamento comunale. Diritto di accesso ai documenti amministrativi e tutela rispetto al trattamento dei dati personali.
  • DPR 12.4.2006, n. 184. Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi.
  • DLGS 30.6.2003, n. 196. Codice in materia di protezione dei dati personali (disponibile anche qui e su www.normattiva.it).
  • DPR 27.6.1992, n. 352. Regolamento per la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione dell’art. 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
  • Legge 7.8.1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministratvi.
Schede correlate
Ultimo aggiornamento

Sabato, 7 luglio 2012

Note

[1] L’articolo 22, comma 1, della legge n. 241 del 1990 intende:

  1. per “diritto di accesso”, il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi;
  2. per “interessati”, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso;
  3. per “controinteressati”, tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza;
  4. per “documento amministrativo”, ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale;
  5. per “pubblica amministrazione”, tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.

[2] Responsabile del procedimento di accesso è il dirigente, il funzionario preposto all’unità organizzativa o altro dipendente addetto all’unità competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente (articolo 6, comma 6, del DPR n. 184 del 2006).

[3] Bollo sulla copia autentica.
E’ stato richiesto quale debba essere l’interpretazione dell’espressione di cui al primo comma dell’articolo 25 della legge n. 241 del 1990: "salve le disposizioni vigenti in materia di bollo...". Per questo quesito la risposta è che la legge sul bollo va applicata nei soli casi in cui sia espressamente prevista la sua applicazione. Pertanto, se è richiesto il rilascio di una copia autenticata, questa dovrà essere in bollo; se invece è richiesta una copia informe, il bollo non dovrà essere preteso. Per quanto attiene all’ulteriore quesito dell’obbligatorietà o meno dell’autenticazione delle copie richieste in copia informe, ovviamente la risposta dovrà essere negativa.
Altra problematica sollevata da alcune amministrazioni è se le istanze di accesso debbano essere presentate in bollo. In proposito viene prospettata ed approvata la tesi che le istanze di accesso sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo, in quanto l’art. 25 della legge n. 241 del 1990 letto in combinato disposto con l’art. 3 della tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, ed integrato con l’art. 3 del D.P.R. n. 352 del 1992, equipara, in sede di accesso, la richiesta scritta a quella verbale, e l’esame di copia all’estrazione della stessa. Pertanto, essendo impossibile un’imposizione dell’imposta di bollo su attività orali o visive, ne deriva la non imponibilità sull’istanza di accesso presentata in forma scritta e sulla estrazione di copia. Infine va rilevato che la salvezza delle disposizioni vigenti in materia di bollo è prevista soltanto con riferimento al rilascio di copie e non anche alla relativa richiesta, e che la "richiesta" di cui all’art. 25 della legge n. 241 del 1990 sembra essere cosa diversa dalla "istanza" di cui alla tariffa di bollo.
(Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, Verbale n. 14.3 del 1° febbraio 1994)

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