L’ufficiale di anagrafe rilascia a chiunque ne faccia richiesta, previa identificazione, i certificati concernenti la residenza, lo stato di famiglia degli iscritti nell’anagrafe nazionale della popolazione residente, nonché ogni altra informazione ivi contenuta (art. 33, DPR 223/1989).

 

Il cittadino può ottenere le autocertificazioni anagrafiche direttamente dal portale web di ANPR. Questo evita di dovere chiedere il certificato e consente di risparmiare i soldi per la “marca da bollo”.

Chi dispone di credenziali SPID o della carta d’identità elettronica CIE può accedere direttamente al portale web di ANPR e visualizzare i dettagli della propria posizione anagrafica e quella dei propri famigliari; inoltre può stampare, singolarmente o in modo cumulativo, le autocertificazioni anagrafiche di residenza, di stato di famiglia, di nascita, di stato civile, di cittadinanza, di esistenza in vita.

Una volta stampata, l’autocertificazione va firmata dall’interessato e può essere utilizzata nei rapporti sia con la Pubblica Amministrazione sia con i privati, i quali SONO TENUTI AD ACCETTARLA.

Invio al proprio domicilio di posta elettronica

Tramite posta elettronica è possibile chiedere ed ottenere a domicilio certificazioni anagrafiche. Il richiedente può inviare la domanda all’indirizzo di posta elettronica del Comune. Affinché possa essere presa in considerazione, la domanda deve essere corredata della copia di un valido documento di riconoscimento del richiedente. Il certificato richiesto può riguardare anche persone attualmente residenti in altro comune. Poiché i certificati anagrafici sono soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, questa può essere assolta virtualmente: il richiedente può versare al Comune 16,00 euro tramite il sistema PagoPA e dovrà darne atto nella domanda. In alternativa dovrà invocare una causale di esenzione dall’imposta, specificando nella domanda l’uso del certificato richiesto e la norma di legge che ne prevede l’esenzione.

Schede correlate

Autocertificazioni e autodichiarazioni

Certificati ed estratti di stato civile

Esenzioni dall’imposta di bollo

Da lunedì 24 dicembre 2018 è possibile chiedere i certificati anagrafici online. Vai alla pagina dedicata.

Dall’1 gennaio 2012 i certificati sono validi solo nei rapporti tra privati. Lo stabilisce l’art. 15 della legge 12.11.2011, n. 183, che attua la cosiddetta decertificazione, cioè l’eliminazione dei certificati nei rapporti con le pubbliche amministrazioni ed i gestori di pubblici servizi. Sui certificati rilasciati dall’ufficio anagrafe quindi verrà apposta, a pena di nullità, la dicitura:
“il presente certificato non può essere prodotto agli organi della PA o ai privati gestori di pubblici servizi”.

Di norma i predetti enti non possono più né chiedere né accettare certificati anagrafici ma soltanto certificazioni/dichiarazioni sostitutive (cosiddette autocertificazioni e autodichiarazioni su stati, qualità personali e fatti). Spetterà quindi agli enti medesimi acquisire d’ufficio i dati o i documenti che lo interessano ed effettuare idonei controlli sulle citate dichiarazioni sostitutive.

L’Ufficio d’anagrafe può fornire informazioni anagrafiche esclusivamente mediante il rilascio di certificati. In nessun caso vengono fornite informazioni anagrafiche a mezzo telefono o in forma diversa dalla certificazione anagrafica, pertanto si invita ad astenersi da richieste e sollecitazioni in tal senso, ivi comprese richieste di conferma di indirizzo.

Imposta di bollo. I certificati anagrafici sono normalmente soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, ai sensi dell’art. 4 della tariffa allegata al DPR n. 642 del 1972. Ne sono esenti solo quando l’uso cui sono destinati è compreso fra quelli elencati nell’allegato B al DPR n. 642 del 1972 oppure è previsto come esente da altra disposizione di legge. A tal fine, sotto la sua personale responsabilità, il richiedente deve indicare chiaramente sia l’uso dei certificati sia la norma di legge che ne prevede l’esenzione. Qualora il richiedente, pur in mancanza di presupposti, insista per ottenere i certificati in esenzione dal bollo, l’Ufficiale d’anagrafe li rilascia inviandoli all’Agenzia delle entrate, insieme con la richiesta formulata dall’interessato, ai fini della loro regolarizzazione (articoli 19 e 31 del DPR n. 642 del 1972); in tal caso il richiedente verrà opportunamente informato e potrà ritirare i certificati presso la citata Agenzia delle entrate.

Invio dei certificati a domicilio. Può chiederlo chi è impossibilitato a recarsi allo sportello, purché provveda prima a:

  1. Inviare all’Ufficio anagrafe la domanda, completa e sottoscritta, insieme con un valido documento d’identità e l’indicazione del proprio recapito per la spedizione del certificato
  2. Allegare una busta preaffrancata per consentire l’invio del certificato a mezzo del servizio postale
  3. Dimostrare di avere corrisposto al Comune l’importo dovuto (corrispondente a n. 1 marca da bollo da € 16,00) per consentirgli di assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale (è ammesso anche il pagamento sul conto corrente bancario o postale del comune, indicando la causale: imposta di bollo virtuale; in tal caso l’ufficio comunale, prima di emettere il documento, deve comunque verificare l’avvenuto accredito dell’importo), a meno che l’uso del certificato rientri fra i casi di esenzione.

Requisiti d’accesso

Nessun requisito particolare da parte del richiedente: chiunque può farne richiesta. Se, però, il certificato riguarda situazioni anagrafiche pregresse (cosiddetto certificato storico: di residenza, di emigrazione, ecc.), il richiedente deve motivare il proprio interesse.

Modulistica da utilizzare

Documenti da presentare o allegare

Adempimenti e costi a carico dell'interessato

  • Formulare per iscritto la richiesta, se il certificato si riferisce ad una persona diversa dal richiedente.
  • Esplicitare formalmente la motivazione della richiesta, se il certificato deve contenere informazioni anagrafiche pregresse.
  • Esplicitare (motivare) formalmente le particolari esigenze certificative che richiedono l’eventuale indicazione delle relazioni di parentela (di norma omesse nei certificati anagrafici).
  • Fornire una marca da bollo da 16,00 euro o, se il richiedente invoca l’esenzione dall’imposta di bollo, specificare l’uso cui è destinato il certificato e la norma di legge che prevede l’esenzione per l’uso dichiarato.

Non sono previsti diritti di segreteria (delibera di Giunta comunale n. 88 del 2001).

A chi rivolgersi

Ufficio anagrafe

Tempi

Di norma, se la richiesta è completa e chiara e se non sussistono difficoltà tecnico/operative o interpretative, il rilascio del/i certificato/i è immediato. I tempi di rilascio possono allungarsi quando si debbano fare ricerche di archivio, quando si tratti di valutare motivazioni dovute da parte del richiedente ed in tutti gli altri casi in cui l’ufficiale di anagrafe necessiti di considerare/ponderare situazioni complesse o particolari.

È utile sapere che...

Imposta di bollo

  • I certificati rilasciati a privati per uso recupero crediti non sono assimilabili ad alcuna delle voci di esenzione dal bollo, pertanto sono regolarmente soggetti alla relativa imposta ai sensi dell’art. 1, comma 1, Tariffa, parte prima, DPR n. 642 del 1972, così come chiarito dall’Agenzia delle entrate di Bologna, con nota del 22.5.2008.
  • I certificati anagrafici usati per la compilazione della dichiarazione ISEE sono soggetti al bollo: tale uso non rientra fra i casi di esenzione.
  • L’autocertificazione è sempre esente dall’imposta di bollo. Chi la riceve - pubblica amministrazione o soggetto privato - può sempre rapidamente e gratuitamente chiederne la verifica al comune: basta un fax al n. 059/899430.

Le certificazioni anagrafiche non possono contenere indicazioni circa i rapporti di parentela (circ. Min. interno n. 11 del 23.7.1996) a meno che l’interessato stesso ne faccia esplicita e formale richiesta per particolari esigenze certificative (circ. Min. interno n. 3 del 20.1.1997).

I certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata. Le restanti certificazioni valgono sei mesi dal rilascio, salvi periodi superiori eventualmente previsti da leggi o regolamenti (art. 41, DPR 445/2000).

I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile sono ammessi dalle pubbliche amministrazioni nonché dai gestori o esercenti di pubblici servizi anche oltre i termini di validità nel caso in cui l’interessato dichiari, in fondo al documento, che le informazioni contenute nel certificato stesso non hanno subito variazioni dalla data di rilascio (art. 45, DPR 445/2000).

Sono comprovabili con autocertificazioni sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni gli stati, le qualità personali ed i fatti elencati dall’art. 46 del DPR n. 445 del 2000. Le autocertificazioni hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono. Non sono soggette all’imposta di bollo.

Previa motivata e formale richiesta, è possibile ottenere il rilascio di certificati storici, attestanti cioè situazioni anagrafiche pregresse (art. 35, comma 4, DPR n. 223 del 1989). In tal caso, se sono necessarie ricerche in archivio, il tempo di rilascio può non essere immediato.

Non è rilasciabile lo stato di famiglia originario per ricostruire l’albero genealogico

Il carattere pubblico degli atti anagrafici (art. 1, comma 3, legge n. 1228 del 1954) non autorizza il loro rilascio a chiunque, ma esprime il ben diverso concetto legato alla loro efficacia probatoria nei confronti dei terzi (Notiziario ANUSCA luglio-agosto 2006).

Riferimenti normativi (attenzione: il testo delle norme collegate NON è ufficiale e potrebbe NON essere aggiornato)

 

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